incendio_karadra

Al via la campagna di solidarietà per la cooperativa agricola ‘Karadrà’ i cui terreni e raccolti, tra Aradeo e Cutrofiano nel Salento, sono stati distrutti da un incendio doloso la scorsa domenica 15 luglio. 

Sono andati a fuoco tremila metri di piselli verdi e quattromila metri di lenticchie, oltre ai tubi per l’irrigazione completamente fusi, per un danno complessivo di 5.000 euro.  

È partito, difatti, un crowdfunding per sostenere i cinque ragazzi che hanno dato vita a un progetto di rivalutazione dell’agricoltura locale, con il recupero di prodotti di qualità tipici salentini. Già nel mese di giugno scorso la cooperativa aveva subito furti, oltre a un altro incendio ritenuto dai vigili del fuoco di natura dolosa.

Con lo slogan “Se colpite uno reagiamo in mille”, è partita la raccolta fondi online promossa in primis da Salento KM0 e Club Gallery e dalla stessa Karadrà.

“E’ quanto mai necessario sostenere questa giovane cooperativa e il loro progetto - commenta il presidente Legacoop Puglia, Carmelo Rollo- con un sostegno concreto, adesso più che mai. La nostra solidarietà, come Movimento cooperativo, alla comunità Salentina, alle amiche e agli amici, le socie e i soci della cooperativa Karadrà, che con dignità, dedizione, passione e amore per il territorio, stanno contribuendo a cambiare il paradigma del Sud. Lo hanno sempre fatto e continueranno a farlo, ne siamo certi, nonostante atti vili e intimidatori. Oggi, però, ci chiedono un aiuto e noi abbiamo il dovere di condividere e sostenere l’appello che Karadrà ha lanciato. In tanti possiamo contribuire a ricostruire ma anche a fermare lo scempio di chi distrugge, minaccia, perseguita, pratica violenza. Insieme dobbiamo e possiamo farlo”.

L’Appello

La società Cooperativa Agricola Karadrà nasce dallo sforzo di 5 giovani precari che da anni lavorano in banca del tempo per poter costruire il proprio futuro.

Restare oggi al Sud in parte è decidere di rinunciare alla felicità a breve termine o almeno a quella serenità presunta che, la stabilità economica può dare.

Restare oggi, in una piccola comunità che, come tante, troppe, tutte, vede calare la popolazione e andar via i pochi giovani in età di lavoro, vuol dire sedare in parte la propria spinta egoistica e dividere di sobbarcarsi eredità crude e dolorose.

Ereditiamo, a tratti subiamo, l’ignoranza e l’indifferenza che strisciano ai nostri fianchi e così accade che una domenica di luglio prendano fuoco i campi; che i nostri sforzi, simili a quelli dei tanti giovani che cercano risposte e le cercano non solo per proprio conto, diventino vani dinanzi a furti, sabotaggi e fuochi vari.

Ieri in Contrada Cafazza il fuoco si è portato via 4.000 metri di lenticchia e 3.000 circa di piselli, il tubo del collettore tra pozzo artesiano e cisterna e anche un po’ la nostra forza. Il fuoco arriva a portar via quello che vuole, prendono fuoco i canali mai puliti e prendono fuoco le colture, per un danno di circa 5.000 €. Questo avviene a circa due mesi dal furto di macchinari, che ci ha causato una perdita di altr8 2.000 €.

Dopo una stagione che sta mettendo in ginocchio le colture di pomodoro, provate da attacchi violentissimi di perenospera, oggi ci sentiamo nelle condizioni di chiedere aiuto .

Lanciamo dunque un appello: a chi ci segue e sostiene, di aiutarci in questo momento di difficoltà, perché la solidarietà è un’arma molto potente, che può darci la facoltà di risollevarci e continuare il nostro percorso. Lanciamo un appello anche a proprietari, eredi e villeggianti, a chiunque possegga un terreno, un titolo d’uso e non tragga reddito: la Terra ha bisogno di cure, di attenzione. Il fuoco come soluzione al risparmio non è accettabile.

Siamo imprenditori agricoli non proprietari terrieri, abbiamo stipulato accordi di comodato per i tempi di bonifica dei terreni, per poi passare ad affittanze, dando respiro economico anche ai proprietari, vogliamo lavorare e siamo sicuri che questo di lavoro possa portare solo a costruire bellezza, a ridare forma all’orizzonte, ad invogliare anche altri settori come quello turistico ad ampliare la propria offerta, restituendo dignità a queste terre.

In tutto il Salento, così come nel resto del mondo, il ritorno alla terra viene visto come traino decisivo alla nascita di un nuovo lavoro e al miglioramento della qualità della vita e del sistema ambiente. Bisogna lavorare per costruire alternative e modelli ripetibili: il nostro nella sua semplicità, malgrado gli intoppi, sembra ottenere risultati”.

Aiutateci a percorrere questa strada fino in fondo !

Potete donare sul CC n 0111280643

Intestato a Società Cooperativa Agricola Karandrà

IBAN: IT43F0526279450CC0111280643